Emilio Jona – Sergio Liberovici – Franco Castelli – Alberto Lovatto
Le ciminiere non fanno più fumo
Canti e memorie degli operai torinesi
Donzelli Editore – Roma – 2008 pp 732 € 44,00 - con CD
Nel 2005 è stato pubblicato, sempre a cura degli stessi autori e per il medesimo editore, il libro Senti le rane che cantano, una corposa ricerca sul canto delle mondine e contadino.
Il libro Le ciminiere non fanno più fumo indaga un altro versante del mondo e della cultura popolare: quello urbano ed operaio. Si completa così un percorso di ricerca che analizza come il canto popolare dal mondo agricolo si approdato a quello industriale, si sia contaminato, si sia trasformato e abbia dato vita a qualcosa di nuovo, di autonomo, quello che gli autori definiscono la “cantata operaia”
Il volume contiene i risultati di una ricerca che era già stata pubblicata nel 1990 con il titolo “Canti degli operai torinesi”, si avvale del materiale sonoro raccolto da Emilio Jona e Sergio Liberovici, quest’ultimo scomparso nel 1991, ma che proprio per l’apporto dato appare a pieno titolo tra gli autori. La presente edizione è però di fatto un libro nuovo dove tutto il materiale e stato rivisto, ampliato e arricchito nei suoi contenuti.
L’attenzione degli autori si concentra su Torino, la città industriale per eccellenza, tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento e attraverso i racconti di sessanta testimoni e oltre trecento canti viene ampliamente documentato quel processo culturale e politico, che ha portato alla nascita di una espressività musicale e canora capace di rappresentare le istanze e i fermenti che attraversavano la nascente classe operaia piemontese. Un nuovo repertorio che dalla vecchia osteria si è affermato nei circoli, nelle società di mutuo soccorso, nelle sedi sindacali, nei quartieri proletari e che trovava la sua diffusione non solo attraverso la trasmissione orale, ma anche grazie a fogli volanti, opuscoli, canzonieri, stampe e giornali.
Sono stati individuati e analizzati diciannove repertori che spaziano dalla parodia all’influenza dell’ideologia anarchica e socialista prima e comunista dopo. Dal canto di provenienza colta alle canzonette di consumo, dalle arie d’opera e operetta a quelle dei cantastorie. Il tutto filtrato attraverso un vissuto che rispecchia le condizioni materiali e morali dei lavoratori di Torino, precursori di un movimento che si andava rapidamente estendendo in tutto il nord Italia.
Una ricerca all’interno del mondo sonoro operaio, sulle tracce delle sue origini e delle sue manifestazioni culturali, politiche e sociali. Grazie all’attento e scrupoloso lavoro degli autori, assume connotazioni più generali e i recenti fatti della Thyssen Krupp sono lì tragicamente a ricordarcelo.
Segni di un recente passato, di quando al centro della storia del nostro paese c’erano loro: gli operai, portatori di solidi valori in cui è ancora possibile ritrovarsi per vivere e operare nel presente.
Il libro è accompagnato da un Cd con 41 brani che ben rappresentano i generi, le modalità e i contenuti del canto operaio accuratamente analizzato e descritto nelle sue pagine.
Donzelli editore
Via Mentana 2 b
ROMA