Emilio Pallesi
Le Ottave del Beìni
A cura di Pilade Cantini
Teatrino dei Fondi/Titivillus Mostre Editoria – Corazzano (PI) – 2010
pp. 160 - € 11,00
Il Beìni, al secolo Emilio Pallesi, era nato a Santa Croce sull’Arno l’8 gennaio del 1884 e vi si spense il 22 settembre del 1966. Contadino e poi operaio conciario è stato, con le sue improvvisazioni in VIII rima, animatore di incontri e feste. In ogni occasione, in diversi luoghi e situazioni proponeva i suoi versi, trattando cronaca, amori, tragedie, storia, costume e a detta dei testimoni lo spettacolo e il divertimento, che poteva durare ore, era garantito.
In vita il Beìni, pubblica diversi fogli e librettini volanti, ma gran parte della produzione, proprio per la sua caratteristica di fare poesia improvvisata, sono rimasti solo nella memoria: “Non c’era bisogno di scrivere un bel niente, tutto veniva bruciato e si esauriva in quella sera, tra vino, risa e rime baciate”.
In questo volume curato da Pilade Cantini sono stati raccolti i versi più famosi, il mondo di Emilio Pallesi attraverso quindici composizioni in ottava rima. Il punto di vista di un poeta contadino e operaio sui fatti piccoli e grandi del primo Novecento, un libro dove s’intrecciano ironia toscana, cultura classica e sapienza popolare.
L’ottava rima è ancora molto diffusa in Toscana e nell’Italia centrale. Lo schema è quello dell’endecasillabo a rima alternata con l’ultimo distico a rima baciata. Nelle improvvisazioni e nei “contrasti” si usa la rima incatenata, cioè il primo verso della nuova ottava deve riprendere la rima dell’ultimo endecasillabo dell’ottava precedente. Pallesi usava questo schema non solo nelle ottave improvvisate, ma anche in quelle scritte e lasciandosi trasportare dal ritmo nella lettura dei versi meglio si potrà apprezzare la fantasia e la genialità di questo poeta popolare.