Goffredo Plastino ( a cura di)
Alan Lomax L’anno più felice della mia vita
Un viaggio in Italia 1954-1955
ed. Il Saggiatore - Milano - 2008
pp.237 €. 29,00
A cinquant'anni dalla fruttuosa stagione di registrazioni e rilevazioni intrapresa dal ricercatore statunitense Alan Lomax (1915-2002) su tutto il territorio italiano, questo volume è la testimonianza di come l'impresa sia considerata ancora oggi una pietra miliare della storia della musica e della cultura del nostro paese. Artefice e pioniere di quella scienza, l’etnomusicologia, che in quegli anni in Italia era ancora agli albori. Come scriverà più tardi Roberto Leydi:” la presenza di Lomax in Italia è stata decisiva per lo sviluppo di una ricerca etnomusicoligica moderna e culturalmente aperta nel nostro Paese”.
Dall'estate 1954 al gennaio 1955 Alan Lomax e Diego Carpitella effettuarono una delle più vaste campagne di
registrazioni su nastro magnetico di musiche, canti e balli mai compiuta su tutto il territorio nazionale. Con un furgone Volkswagen, partiti da Sciacca, in Sicilia, risalirono la penisola fino
alla Valle d’Aosta per poi ridiscendere fino a Napoli. Un lavoro intenso durato poco più di un semestre, in cui raccolsero circa mille documenti che andarono a formare un primo nucleo archivistico sonoro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma che con la Rai furono i committenti della campagna di ricerca.
Con questo lavoro Goffredo Plastino ha ricostruito le tappe del viaggio compiuto dallo studioso texano insieme a Diego Carpitella, assistente di
Giorgio Nataletti, fondatore del Cnsmp (Centro Nazionale Studi di Musica Popolare).
Nella seconda parte il libro si presenta come un diario con le annotazioni di Lomax, un racconto on the road , venticinquemila miglia percorse e consumate nell’Italia degli anni ’50, alle soglie dei grandi cambiamenti sociali apportati dal boom economico e dall’industrializzazione.
Il volume si apre con una testimonianza della figlia Anna Lomax Wood che racconta l’emozione di una bambina che dagli Stati Uniti, insieme alla madre, raggiunge il padre, rimanendo nel nostro paese per tutto il periodo del lavoro di ricerca.
Nel 2005 un tassello di questo grande viaggio è emerso con la pubblicazione di Gian Paolo Borghi Sulle tracce di Alan Lomax a cinquant’anni dalle sue ricerche sull’Appennino Tosco Emiliano ( Vergato, Treppio, Riolunato, Costabona), un lavoro che testimonia come l’attività dell’ etnomusicologo sia tutt’ora presente nella memoria collettiva delle comunità dell’Appennino tosco-emiliano da lui incontrate.
Fino ad oggi, tuttavia, non esisteva una completa e organica ricostruzione di tutta la campagna di registrazione effettuata da Lomax e Carpitella. Questo volume restituendoci pienamente il clima di quegli anni, oltre ad essere un notevole saggio di musica, viene a rappresentare soprattutto un capitolo della nostra storia recente. Di una Italia remota, ma nel contempo familiare e racconto di un tempo mitico che i due ricercatori sono riusciti a fissare con il registratore e la macchina fotografica prima dei grandi cambiamenti sopravvenuti. Anche le immagini, oltre mille fotografie che in parte accompagnano il diario, sono infatti veri e propri documenti visivi di vasta importanza etnografica.
Martin Scorsese, regista newyorkese di origine italiana, presenta il volume esprimendo riconoscenza per aver evidenziato il meraviglioso e delicato cosmo delle tante culture locali che questo viaggio rappresenta.
Il libro è uno strumento fondamentale per coloro che si occupano di musica tradizionale, ma soprattutto rende pienamente giustizia alla figura di Alan Lomax e al suo lungo viaggio alla ricerca
delle tante musiche degli italiani.
Dal 1999 l’etichetta Rounder Records sta pubblicando in CD Italian Tresaury , il materiale raccolto da Lomax nelle varie regioni italiane e che compongono la Alan Lomax Collection.