Onorina Brambilla Pesce

IL PANE BIANCO

Da una conversazione con Roberto Farina,  prefazione di Franco Giannatoni -  Edizioni Arterigere – Varese – 2010 – pp. 296 - € 14,00

 


La vita di Onorina Brambilla Pesce, partigiana combattente con il nome di battaglia di “Sandra”, nata a Milano nel 1924,  viene da lei ricostruita e raccontata in questo volume. Il libro autobiografico, senza accenti retorici, ci fa conoscere una straordinaria figura di donna che senza esitazioni e con entusiasmo lavorò per la libertà abbandonando casa, lavoro ed affetti, offrendo un contributo importante alla lotta per la Liberazione.

L’infanzia in famiglia  con i genitori operai che non vogliono piegarsi alla dittatura, le prime esperienze lavorative e il clima milanese con i primi lampi di opposizione, vengono espressi con un linguaggio semplice ed efficace, preciso nelle ricostruzioni, che conduce ad ritmo incessante la lettura, consegnando alla narrazione  momenti intensi della vita di una ragazza schierata con quel minuscolo ma temibile esercito votato alle imprese più disperate. Azioni al limite dell’impossibile. Nel cuore della metropoli di quegli anni,questi racconti ci fanno conoscere le azioni del gruppo del 3° Gap che aveva lo scopo di colpire obiettivi strategici di vitale importanza militare, fondamentali per combattere tedeschi e fascisti di Salò.

A 21 anni, tradita da un partigiano passato al nemico, visse la dura esperienza del carcere prima a Monza in mano agli  aguzzini  di Wernig, il famigerato “ucraino” e poi nel lager Alpenvorland di Bolzano. Il dramma della prigionia emerge dalle lettere inviate alla madre con un linguaggio crudo ed essenziale che lascia solo intuire la pesantezza del trattamento subito. Liberata il 30 aprile 1945, dopo una marcia a tappe forzate, la sua dura detenzione si concluderà felicemente tra le braccia della famiglia e del “suo” comandante, Giovanni Pesce, “Visone”, Medaglia d’oro della Resistenza e di cui diverrà il 14 luglio 1945 la compagna di una vita.

Oltre che racconto ,il libro arricchito da molte immagini, è anche la  testimonianza di un lungo cammino  dedicato alla lotta contro il revisionismo storico e la mistificazione dei valori della Resistenza di cui Nori Brambilla e Giovanni Pesce furono tra i principali protagonisti.