CARMELO MARIO LANZAFAME

SOCIALISMO A PASSO DI VALZER 

STORIA DEI VIOLINISTI BRACCIANTI DI SANTA VITTORIA

LIM Libreria Musicale Italiana, Lucca, 2006- pp.276 € 30,00

 

 

Socialismo a passo di valzer inaugura “Paesaggi sonori” la nuova collana della casa editrice LIM, Libreria Musicale Italiana, dedicata al rapporto tra musica e territorio.

Curato dal ricercatore e storico reggiano Carmelo Mario Lanzafame, il volume traccia un percorso che segue le fasi storico-culturali che hanno visto l’affermazione del ballo liscio nella bassa reggiana, in particolare a Santa Vittoria di Gualtieri paese dei cento violini, denominazione che è ancora presente sui cartelli stradali all’entrata della frazione. All’interno di questo contesto territoriale l’autore ha voluto studiare e concentrare la ricerca alle origini di questo “fenomeno”, osservando lo sviluppo e la conclusione di questa tradizione musicale che ha visto, nel periodo tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900, un coinvolgimento popolare senza precedenti.

Sulla base del rapporto musica-territorio, Lanzafame ha ricostruito l’ambito sociale che ha visto   l’affermazione di un nuovo schema di democrazia dal basso, uno dei fondamenti del modello cooperativo fin dalle origini, che in questo territorio vide un forte radicamento.

L’autore avvalendosi degli archivi locali, ha ricostruito la storia dei violini di Santa Vittoria evidenziando i fenomeni e le figure che agivano all’interno di questo territorio, in particolare i braccianti, gli avventizi, gli stagionali, legati a prestazioni temporanee chiamati da altri paesi nel territorio estense e che nel corso della Restaurazione prima, con l’Unità d’Italia e il nascente Movimento operaio poi, hanno costituito una singolare esperienza d’invenzione di una tradizione . Le bande municipali create dagli eserciti napoleonici, altro fenomeno evidenziato, costituivano delle scuole di musica nei vari paesi e anche a Santa Vittoria ebbero il merito di diffondere la musica e di formare da semplici braccianti, esecutori professionisti che si ispiravano alle grandi tradizioni centro-europee.

La ricerca si rivolge anche ai luoghi e ai produttori di occasioni di divertimento, cioè il progressivo sganciarsi dalle feste legate al calendario agricolo, di fatto concentrate nel solo periodo invernale del Carnevale, e la nascita e sviluppo di una vera e propria “industria dell’intrattenimento”. La creazione di luoghi di svago musicale e danzante, i festival, cioè i primi padiglioni mobili, apriranno la strada alle balere, alle sale da ballo e alle discoteche, la diffusione di pratiche danzanti e musicali porterà allo sviluppo di una positiva attenzione collettiva alle novità culturali, a una pratica condivisa di socializzazione a partire dall’intrattenimento danzante.