Roberto De Simone ( a cura di)
SON SEI SORELLE
Rituali e canti della tradizione in Campania
Squilibri- Roma – 2010 – pp.372 + 7 CD allegati in cofanetto - € 95,00
La casa editrice Squilibri, con il patrocinio dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, ripubblica in un volume, con sette CD in cofanetto, l’imponente lavoro di Roberto De Simone che uscì nel 1979, per la casa discografica EMI e il contributo della Regione Campania, dal titolo La Tradizione in Campania.
Allora i sette microsolchi 33 giri raccoglievano il frutto di lunghi anni di ricerche effettuate “sul campo” riguardanti il canto popolare. La loro pubblicazione oltre a rappresentare un avvenimento epocale per la ricerca in Campania, innescò un dibattito tra studiosi e ricercatori dato che De Simone aveva registrato in studio, quindi fuori dal loro contesto naturale, molte delle esecuzioni degli informatori.
Un intuizione e una scommessa vinta dato che questi canti non persero il loro spessore rituale e quella forza comunicativa propria dell’espressività popolare.
I canti registrati rappresentarono la testimonianza della vitalità e dell’attualità di una cultura secolare, anche se già in crisi irreversibile, con interpreti e musicisti eccezionali, purtroppo molti nel frattempo scomparsi, e oggi, dopo trent’anni, sono ancora un documento di grande valore culturale.
Alle storiche registrazioni di allora nel libro Son sei sorelle, rituali e canti della tradizione in Campania, De Simone ha aggiunto altro prezioso materiale inedito, raccolto nei CD, e rivisto le note, le trascrizioni e i commenti ai testi nelle 372 pagine del libro. Nell’ appendice vi sono alcuni articoli dell’autore apparsi su quotidiani locali in anni recenti che descrivono le radicali e profonde trasformazioni avvenute negli ultimi trenta anni nel tessuto popolare e culturale campano.
E proprio per capire questi cambiamenti è opportuno mettere a confronto le introduzioni che accompagnano l' edizione del 1979 con quella del 2010.
Nella prima si percepisce l’entusiasmo per l’importanza del materiale raccolto, per la vitalità della tradizione colta ancora nel pieno della sua funzione, per i canti espressione di una profonda tensione interiore e proprio per questo irripetibili. Nell’introduzione di Son sei sorelle, De Simone è consapevole di aver documentato un mondo che rapidamente si è dissolto, dove si è persa quell’interiorità religiosa che era alla base del tessuto comunicativo in cui si riconosceva tutta la comunità e che dava vita ad espressioni e manifestazioni proprie.
L’autore traccia un quadro desolante:” Quindi, ciò che oggi sopravvive nelle date rituali, nelle larve di feste definitivamente defunte, è lo stupore di alcuni vecchi che assistono scuotendo il capo a danze e a canti totalmente svuotati di forma e contenuto…”
Il lavoro di De Simone acquista allora una nuova ed altrettanto importante valenza: non più di attualità, ma di memoria, di testimonianza di un modo proprio e originale di intendere la vita, di esprimere le proprie sensazioni e il canto è forse la forma più autentica.
Ascoltare tarantelle, canti “a ffigliola”, “a distesa”, religiosi, strambotti, ninna nanne, nelle loro numerose varianti, lamenti funebri, canti sul tamburo, di Carnevale e anche esempi di canto sociale rendono atmosfere particolari, coinvolgenti e con un forte impatto emotivo non solo per chi ama il canto popolare. Un lungo viaggio sonoro nel recente passato di una delle regioni italiane che con più tenacia e consapevolezza ha difeso, e per quanto possibile ancora difende, le proprie radici culturali e le proprie tradizioni.
Grazie anche a questa pubblicazione De Simone ha avviato l’attività dell’ Archivio Sonoro della Campania, un progetto promosso dall’associazione Altrosud, d’intesa con la Direzione Generale per gli Archivi del MiBAC, che si prefigge di raccogliere e restituire alle comunità materiali particolarmente significativi del proprio passato.